La Folle Storia del Parapendio
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" Nessuno avrebbe potuto immaginare di volare così tanto tempo, così in alto, ma soprattutto così lontano, con un aeromobile che sta in un sacco e si trasporta sulle spalle. " |
| 1972 U.S.A. Alcuni paracadutisti provano a decollare dalle dune o dai trampolini da sci per testare l’ efficienza dei loro paracadute. La tecnica è descritta nel “ Parachute Manual” di Dan Poynter la Bibbia di tutti i paracadutisti. “ è sufficiente gonfiare la vela correndo verso il basso fino allo stacco dal suolo”. Facile. “ un leggero vento di faccia può aiutare ma non è indispensabile è sconsigliato di tentare il Slope Soaring senza adeguati vestiti protettivi che sono il casco, le scarpe alte sopra le caviglie e i guanti….” Alcune foto con paracaduti dalle forme bizzarre ci mostrano che il decollo a piedi è possibile, ma l’attività rimane ancora appannaggio di pochissimi fedeli. |
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“ Parachute Manual” di Dan Poynter |
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| 1978 Mieussy- Francia Con dei vecchi paracadute da lancio a cui è stato tolto il pilotino estrattore Andrè Bohn e Jean Claude Betemps realizzano i primi due voli in Francia dalla collina di Pertuiset a Mieussy, un piccolo villaggio della Alta Savoia. Sono raggiunti il giorno seguente da Gerard Bosson il poeta della banda. Per i nostri tre paracadutisti il volo dalle colline rappresenta un modo poco dispendioso per allenarsi alla precisione d’atterraggio. Gerard e Jean Claude si innamorano del gioco e migliorano poco a poco la loro tecnica di decollo. In seguito rendono partecipi della scoperta, tutti i paracadutisti di Francia e di Navarra, per iniziarli al volo da pendio e fondano il “Club des Choucas”. Nel giro di pochi anni gli “Choucas” diventano qualche centinaio, scoprono altri siti di volo e alcuni alpinisti si interessano di questo metodo di discesa rapida. Al tempo stesso, in Svizzera, i fratelli, Strasilla e Andrea Kùhn si dedicano al volo decollando con gli sci ai piedi. |
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| 1981 - 1982 ...
Nasce la prima scuola Ma se l’ attività si propaga è grazie a Jean Claude Betemps e Gerard Bosson che nel 1981 fondano la prima scuola per apprendisti “Choucas”. Paraplano, Paracadute da pendio, Para-Pendio, Volo di pendio … l’attività non ha ancora un nome ma se ne parla già ampiamente nelle riviste di montagna e tra gli alpinisti. Nel 1982 Roger Fillon sbalordisce il mondo degli alpinisti decollando dall’Aiguille Verte, poi dall’ Aiguille de Midi e infine dal Monte Bianco. E’ l’ inizio della seconda generazione del parapendio |
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Decollo su di una Randonneuse 7 cassoni, |
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| 1985 - 1986 ... Gli Anni Folli Il 1985 è un anno simbolo. Pierre Gevaux decolla dal Gasherbrum II a 8000 m. sotto gli occhi di Jean Marc Boivin; e il parapendio diventa uno strumento sempre più presente nel bagaglio degli alpinisti di alto livello. A Mieussy, Richard Trinquier stupisce i colleghi paracadutisti con la sua tenacia nel voler rimanere per aria per più a lungo possibile e stabilisce un record : 5 ore e 20 minuti. Alla Salève vicino a Ginevra il deltaplanista Didier Favre incontra un paracadute ad una quota impressionante, egli ne parla al suo compagno Laurent de Kalbermatten che intuisce al volo e costruisce il primo vero parapendio! Il mondo dei deltaplani incomincia ad interessarsi al nuovo arrivato. Il 1986 è un esplosione! Nelle valli alpine, i nuovi uomini volanti si diffondono a macchia d’olio, essi volano da tutte le montagne, senza conoscenze in materia d’ aerologia, senza casco, senza regole, senza insomma delle solide basi necessarie per la pratica del volo libero. Malgrado ciò, soprattutto in Francia è un epidemia , tutti planano con le loro ali multicolore, le scuole di deltaplano si convertono al parapendio e i fabbricanti di vele spuntano ovunque. |
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| 1987 - 1988 .... Si iniziano a
dare delle regole I piloti di parapendio scoprono le termiche. Si smette di fare le corse per prendere più volte la funivia e per fare più voli, si intuisce che sfruttando le correnti ascensionali, termiche e dinamiche, è possibile rimanere in volo a lungo, salire di quota e anche percorrere qualche chilometro. Inizialmente in Francia e poi di seguito anche negli altri paesi, le Federazioni di Volo Libero, prendono poco a poco la gestione: dei siti di volo, dell’insegnamento, del rilascio di brevetto ai piloti, della formazione di istruttori qualificati, dei circuiti di competizione ….ecc. Le ali evolvono, i parapendii guadagnano un punto di efficienza per anno, i piloti si specializzano, studiano la meteorologia, si appoggiano alle conoscenze dei colleghi deltaplanisti e concretizzano voli record ad una cadenza entusiasmante. Nel 1987 viene organizzato il primo campionato francese di parapendio Nel 1988 Jean-Yves Faust alle Hawai, sfruttando i venti degli alisei, stabilisce l’ultimo record di durata in volo 11 ore e 58 minuti, dopodiché viene abbandonato questo tipo di prestazione in quanto giudicata pericolosa e poco soddisfacente, si pensa oramai solo più in termini di distanza percorsa in volo. Nello stesso anno Jean Marc Boivin posa una pietra miliare nella storia dell’alpinismo e del parapendio, decollando dalla vetta dell’Everest a 8848 m. un exploit straordinario. |
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| 1989 - 1990 ... Nel 1989 primo record del mondo di distanza in parapendio. L’ arrampicatore-fotografo Uli Wiesmeier stabilisce il primo record del mondo di distanza, con un volo di 49 km. In dicembre in Namibia, Xavier Remond, innalza il record a 127 km. su di una vela Advance, facendo un guadagno di quota straordinario di 3750 m. Una donna Lurence Claret Tournier vince il campionato francese di parapendio dimostrando che il volo libero non è prerogativa maschile aprendo la porta a numerose donne piloti nel panorama europeo Nel 1990 il simpaticissimo e dotato pilota, savoiardo, Patrick Berod porta il record di distanza in Europa a 106 Km. sfatando il mito d’ allora, che per superare i 100 km. era necessario andare nel deserto africano. |
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J.M. Boivin decolla dall' Everest 8848 m. Advance Sigma 25 |
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| 1991 - 1992 .... Nel 1991 primo campionato mondiale di parapendio. Nella superba cornice delle Alpi del Sud, i francesi, organizzano il primo campionato mondiale. L’ affluenza di piloti di alto livello da ogni parte del mondo, anche se in maggioranza europei, non fa altro che innalzare ancora, il già notevole livello raggiunto dai piloti di parapendio, rendendo i voli intorno ai 100 km. ordinaria amministrazione, sia in competizione sia fuori dai circuiti. Il giovanissimo Robby Whittal, 20 anni, inglese, già detentore l’ anno prima del campionato mondiale di deltaplano, stravince anche il titolo mondiale di parapendio. Nel dicembre dello stesso anno in Africa del Sud, Andrew Smith porta il record di distanza a 231 km. Nel mese di dicembre 1992, sempre in Africa del Sud, Alex Louw ritocca il record mondiale di distanza fermando il contachilometri a 281; oramai queste lunghezze non fanno più impressione. Ancora nel 1992, record e competizione di alto livello a parte; in Francia, Hubert Aupetit, pilota e meteorologo, assieme all’amico Didier Favre, famoso pilota di deltaplano, inventano il “ Marche ou Vol “ gara amichevole dove l’obiettivo è di seguire un percorso per raggiungere un luogo fissato in anticipo, utilizzando queste due possibilità di spostamento, camminare o volare, esse avranno subito successo poichè sono indirizzate ad un vasto pubblico. |
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| - Primo campionato mondiale di parapendio | - Due dei piloti, (istruttori) protagonisti della storia del parapendio in Piemonte | |
| 1993 - Oggi ... Negli anni seguenti, sia i piloti che le case costruttrici non hanno mai smesso di mietere successi, abbattendo i record a ritmo impressionante, facendo voli sempre più lunghi e sempre più audaci. Nel 1995 sempre in Africa del Sud, Bojan Marcik volerà per 337 km. In Europa i piloti non stanno a guardare; Pierre Buoilloux realizza una serie di triangoli (voli con tre punti di aggiramento definiti ) che hanno dell’incredibile, appannaggio dei migliori deltaplanisti, diversi voli bivacco e la traversata delle Alpi. Thomas Pouthot supera i 250 km. volando da Gresse en Vercors a sud di Grenoble fino a Briga in Svizzera, la coppia Bertrand Roche alias Zebulon, e la moglie Claire Bernier, ambedue competitori PWC (Coppa del Mondo) e alpinisti di fama, decollano in parapendio biposto dall’Everest a 8848 m. …… Oggi ci sono decine di migliaia di praticanti in tutto il mondo, le nostre aeronavi sono diventate estremamente sicure e performanti, rispondono a precisi criteri di progettazione ed omologazione ci sono centinaia di campi volo regolamentati con zone di decollo e atterraggio, Club e associazioni racchiusi in Federazioni nazionali, circuiti di competizione a tutti i livelli……. Nessuno avrebbe potuto immaginare di volare così tanto tempo, così in alto, ma soprattutto così lontano, con un aeromobile che sta in un sacco e si trasporta sulle spalle |
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- Vela prototipo dei giorni nostri - Fazzoletti colorati invadono i cieli |
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Oggi in Italia per imparare a volare, esistono scuole certificate con corsi finalizzati al superamento di un esame teorico e pratico per l’ottenimento del brevetto di volo da diporto sportivo, rilasciato dall’Aereo Club Italia, ente di diritto pubblico. |
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Scuola di Volo " SPARAVEL " - Tel. 0125 / 790167 - Fax. 0125 / 790167 - Mobile 335 / 7046541 - E-mail : parapendio(ch)altox.it
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